L’interesse dei trigliceridi a catena media nei cani epilettici

Riguardo all’epilessia, diverse pubblicazioni scientifiche menzionano i vantaggi dei trigliceridi a catena media nel controlloclinico, in aggiunta o addirittura in sostituzione dei normali antiepilettici. Questo interesse è in crescita in quanto la terapia abituale è associata a effetti avversi clinicamente significativi come sedazione, polifagia, polidipsia, persino atassia, inoltre biologicamente promuove l’induzione di enzimi epatici che provoca, a lungo termine, l’insorgenza di epatopatie. Un recente studio valuta l’impatto dell’integrazione con trigliceridi a catena media nella gestione dei cani con epilessia e monitora la frequenza e la gravità degli effetti collaterali.

Si tratta di uno studio multicentrico, prospettico, randomizzato, in doppio cieco con un gruppo di controllo che riceve un placebo, effettuato su 28 cani. L’integrazione avviene sotto forma di una composizione che combina oli di palma e di colza, che contiene dal 50 al 65% di acido ottanoico e dal 30 al 50% di acido decanoico. La composizione rappresenta un apporto calorico di 8,37 kcal/ml per un 93% di acidi grassi saturi. L’olio “placebo” è un classico olio di oliva, dall’aspetto macroscopico simile a quello in prova e che rappresenta un apporto calorico simile, di 8 kcal/ml. L’appetibilità, la tolleranza e i possibili effetti negativi dei due oli sono stati precedentemente confrontati su 19 cani non epilettici, al fine di confermare la loro “equivalenza” nel protocollo di studio. La frequenza, il numero di crisi al mese e il numero di giorni con almeno una crisi in un mese erano statisticamente inferiori nel gruppo di cani che ricevevano un’integrazione di trigliceridi a catena media, rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, sebbene questa differenza sia statisticamente evidente, la rilevanza delle cifre presentate rimane discutibile. Infatti, i risultati indicano una frequenza di crisi epilettiche dell’ordine di 2,51 al mese nei cani che hanno ricevuto la formulazione testata, contro 2,67 crisi al mese nel gruppo “controllo”. Inoltre, il numero di giorni con almeno una crisi durante un mese è 1,68 per il gruppo testato contro 1,99 per il gruppo di controllo. Le piccole differenze numeriche presentate rendono l’interpretazione delicata e non è facile trarre conclusioni attendibili da questo protocollo, sebbene sia robusto e perfettamente stabilito in conformità con gli obiettivi dello studio. È anche importante notare che i cani selezionati non hanno ricevuto tutti lo stesso piano di trattamento anticonvulsivante. In effetti, alcuni hanno ricevuto solo fenobarbital in monoterapia, mentre altri hanno ricevuto imepitoina, o anche la combinazione di più molecole, che può complicare l’interpretazione dei dati presentati. Al di là degli indizi numerici e delle conclusioni tratte, questo lavoro ha il vantaggio di combinare un protocollo idealmente progettato con un adeguato numero di soggetti da testare, che consente un’interpretazione oggettiva dei dati adatta alle esigenze dello studio. Questo articolo rafforza il presunto interesse degli acidi grassi e dei trigliceridi nel loro complesso per la stabilizzazione dell’epilessia.

Berk BA et al. A multicenter randomized controlled trial of medium-chain triglyceride dietary supplementation on epilepsy in dogs, J Vet Intern Med.,

2020;34(3):12481259.